La carenza di tecnici specializzati si combatte con la formazione accessibile: Virtus Lab forma 22 nuovi elettricisti industriali
Trovare figure tecniche qualificate oggi è una delle sfide più complesse per il mondo del lavoro. Secondo il Rapporto 2026 di ELIS e Skuola.net, quello dell’elettricista industriale figura stabilmente al terzo posto tra i 10 profili più difficili da reperire sul mercato italiano. Un dato che fotografa una realtà ormai evidente: il mercato del lavoro ha bisogno di competenze tecniche, ma il numero di professionisti disponibili non è sufficiente a soddisfare la domanda delle imprese.
Per rispondere a questa carenza e offrire opportunità di crescita occupazionale, abbiamo promosso e organizzato un percorso di formazione e inclusione lavorativa, interamente gratuito per tutti i partecipanti, in collaborazione con Randstad e l’azienda ALSTOM, multinazionale leader a livello globale nel settore delle infrastrutture ferroviarie con attività all’avanguardia nel campo della mobilità sostenibile in oltre 60 paesi del mondo.
Avviato il 22 giugno, il corso è giunto proprio in questi giorni alle sue battute finali. L’obiettivo del progetto è quello di inserire i futuri professionisti direttamente nei cantieri e nelle sedi che il Gruppo ALSTOM gestisce in tutta Italia, offrendo concrete opportunità di inserimento lavorativo per operare su metropolitane, impianti ferroviari e linee di contatto.
Un percorso di formazione tecnica intensivo, certificato e interamente gratuito.
Il corso è stato articolato in 250 ore di formazione teorica e pratica, integrate da moduli dedicati al potenziamento delle soft skills, competenze oggi indispensabili quanto quelle tecniche. Al termine del percorso, i partecipanti hanno potuto acquisire gratuitamente le qualifiche e le certificazioni specifiche come PES e PAV, fondamentali per lavorare in sicurezza sugli impianti elettrici secondo le normative vigenti.
I 22 partecipanti sono arrivati nelle sedi Virtus Lab di Maierato da diverse regioni italiane. Come avviene in tutti i percorsi formativi di Virtus Lab, hanno potuto usufruire di alloggi gratuiti per l’intera durata del corso, a pochi passi dalle aule. Si tratta di una scelta che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello Virtus Lab. Eliminare il costo dell’alloggio significa infatti abbattere una delle principali barriere che impediscono a molte persone di accedere a percorsi di formazione specialistica, permettendo ai corsisti di dedicarsi completamente allo studio e alla propria crescita professionale.
L’esperienza raccontata dal docente: l’intervista all’Ing. Tropeano.
Per comprendere meglio il valore di questo percorso abbiamo intervistato l’Ing. Tropeano, docente di circa 100 delle 250 ore complessive del corso, che ha accompagnato gli studenti nella costruzione delle competenze tecniche di base necessarie per diventare elettricisti industriali nel settore ferroviario.
Quali sono le competenze di base che un elettricista industriale deve acquisire e come avete lavorato in aula per costruirle?
La classe era molto variegata, con persone che avevano già esperienza nel settore e altre che partivano completamente da zero. La sfida principale è stata trovare il giusto equilibrio. Abbiamo iniziato costruendo le basi, per chi partiva da zero: elettrotecnica, elettronica, principi di fisica, conoscenza dei componenti fondamentali, strumenti di misura e realizzazione di un circuito elettrico semplice. Trattandosi però di un corso orientato al mondo industriale, siamo passati rapidamente alle applicazioni concrete. Abbiamo approfondito i sistemi di alimentazione dell’energia, la trazione ferroviaria, la linea di contatto con il pantografo e il funzionamento dei motori asincroni installati sui convogli. L’obiettivo era fornire ai ragazzi una visione completa degli impianti che troveranno sul campo, così da riconoscerne immediatamente i componenti principali. Le competenze più specialistiche poi verranno consolidate solo tramite l’esperienza lavorativa. Durante il corso abbiamo svolto anche esercitazioni pratiche e realizzato circuiti utilizzando kit dedicati.
Oltre alle competenze tecniche, quali qualità ha visto crescere nei partecipanti?
I ragazzi hanno dimostrato fin da subito entusiasmo, curiosità e una forte voglia di costruirsi un futuro professionale. Ho visto grande impegno e un miglioramento costante durante il percorso in quasi tutti i ragazzi. Un altro obiettivo importante che ci siamo posti era quello di osservare le competenze relazionali dei ragazzi. In un cantiere il lavoro di squadra è fondamentale. Alcuni avevano già questa predisposizione, altri l’hanno sviluppata grazie alle attività di gruppo che abbiamo proposto durante il corso. Settimana dopo settimana i progressi sono stati evidenti.
Che valore ha, secondo lei, un progetto come quello di Virtus Lab nel mercato del lavoro di oggi?
Per me è stata la prima esperienza con Virtus Lab e devo dire che è stata molto arricchente anche dal punto di vista personale. Prima di questa docenza non conoscevo il progetto, trovo che sia una bellissima idea. Credo che un modello come questo sia fondamentale per il mercato del lavoro attuale. È un’iniziativa che porta soluzioni concrete a un problema reale perché offre opportunità a persone che spesso non sanno come entrare o rientrare nel mondo del lavoro. Molti disoccupati si trovano senza punti di riferimento, senza contatti e senza sapere a chi rivolgersi per cercare aiuto. Virtus Lab può diventare per loro un punto di riferimento e orientamento per costruire un nuovo percorso professionale







